IL PENSIERO DEL PARROCO

Buona Festa del Grano 2011. Un ricordo a Don Lino. Un augurio a tutti.

Nelle ultime due edizioni del libretto che presenta la nostra Festa del grano, i lettori hanno sicuramente gustato la vena poetica del nostro Don Lino, che anche in questo modo ci aveva resi partecipi un pò della sua vita, attraverso ricordi e confidenze. Non possiamo introdurci alla festa senza ricordarlo.
Egli pur desideroso di sperimentare il clima della nostra festa e anche di apprezzarne le specialità gastronomiche, ha potuto essere poco presente a causa dei suoi problemi di salute. Questo cenno al suo ricordo (che meriterebbe certamente più spazio), credo sia però in linea con il suo stile che non amava apparire troppo o mettersi in mostra. La sua cordialità e il profondo desiderio di amicizia e vicinanza alle persone che ha vissuto con modalità sue proprie, ce lo fa sentire uno di noi e tra noi della comunità di Guinzano - Stazione Certosa. Per qualche tempo ci ha guidati e poi ha affrettato il passo, e ha voluto precederci nella casa del Padre e da là ci guarda e là ci attende, nella festa senza fine. Mi ha colpito in questi anni vedere un così grande numero di persone darsi da fare e impegnarsi per la realizzazione di questa nostra Festa del Grano. Certo i volontari non bastano mai e siamo sempre in attesa di altre persone che si coinvolgano in questa nostra avventura. È bello notare come il gruppo dei volontari sia di età e condizioni molto diverse tra loro, ma accomunate da uno stesso intento: vivere e far vivere un bel momento di festa reso ancora più significativo dal simbolo del grano che caratterizza la nostra manifestazione. I vari elementi che concorrono a realizzare questa iniziativa giunta alla sua ventitreesima edizione, esprimono nel loro insieme un bisogno intrinseco ad ogni persona: “il bisogno di festa”. Da sempre tutti gli uomini hanno inventato e attuato delle “feste” perché è un’esigenza insopprimibile del cuore di ognuno vivere giorni e momenti diverso dalla ferialità e quotidianità che con i suoi ritmi e i suoi sempre tanti e pressanti impegni, sembra schiacciarci. Anche nei momenti difficili o di precarietà economica sempre perdura e si esprime tale bisogno. I giorni di festa sono come delle pause di ristoro, che ci aiutano a ritrovare e a gustare alcuni valori e alcuni aspetti della vita che sono essenziali e ai quali dobbiamo tornare a dedicare del tempo. I giorni di questa festa sono allora l’occasione per tutti di riscoprire il bello della vita piena di relazioni e di amicizia, il bello dell’impegno per gli altri e del darsi da fare,  il gusto di vivere ritmi diversi dal solito, la gioia delle piccole cose legate alla nostra tradizione, il piacere di scoprire la ricchezza e il valore di ogni persona incontrata, il sapore dello stare insieme in tanti e del sentirsi uniti anche se non ci si conosce tutti in profondità. I vari contributi di ricerca storica che da anni accompagnano queste pagine offerte dai nostri Sponsor, sono sicuramente un aiuto a riscoprire la gioia delle piccole e grandi cose della nostra tradizione. Per alcuni leggerle è un po’ un ritrovarsi, per altri è invece conoscere qualcosa che non si è vissuto direttamente ma che può diventare qualcosa anche di nostro; nella condivisione ci possiamo sentire più partecipi di un vissuto che è giunto fino a noi e inseriti in un ambiente, un paese, una comunità che ci auguriamo tutti possano sentire più propria ed apprezzare. C’è sempre in agguato un rischio però: vivere la festa nei suoi vari aspetti, paghi solo della sua dimensione più concreta e tangibile senza coglierne i significati più profondi e i rimandi spirituali che essa contiene. Anche Gesù ha più volte parlato della festa nel suo vangelo e ha vissuto  quelle caratteristiche del suo contesto storico e sociale. Pensiamo, una tra le altre, a quella di nozze a Cana di Galilea,  che con la sua presenza e il suo intervento ha potuto essere ancora più bella perché allietata da un vino speciale! Ricordiamo come ha raccontato della festa imbandita da un padre per il ritorno del suo figlio minore, che lo aveva abbandonato e come più volte ha presentato la vita con lui e lo stare con il Padre per sempre come una festa senza fine e come un banchetto conviviale e gioioso. La festa porta dunque con se anche un riflesso di eternità e di salvezza. Ci auguriamo che tutti possano intuire e vivere appieno i vari significati spirituali e i valori di ogni festa è nel suo senso più profondo. Un grazie sincero a tutti coloro che la rendono possibile dagli ideatori ai volontari, dai graditi ospiti, agli sponsor. Con i frutti di questa festa la comunità ha potuto nel tempo avere tanti aiuti economici per sostenere le sue attività e le sue strutture e può continuare a crescere come famiglia in cui tutti sono responsabili del bene di ciascuno e nella quale ciascuno da il suo contributo, contento di fare del bene, perché fare del bene fa bene! Buona festa del grano a tutti!

Da Don Dante, Don Nando, Gabriele, le Suore dell’Unità pastorale

Cronache del nostro paese
Quest’anno di ricorrenza della Unità d’Italia “peschiamo” nelle cronache di certi avvenimenti che sono passati sui binari della ferrovia, anch’essi vecchi di 150 anni. Cronache che hanno narrato, purtroppo nelle disgrazie, il nome di questa nostra piccola località che trae dalla vicinanza della linea ferroviaria parecchia comodità nel trasporto giornaliero degli abitanti verso la città. Spesso coloro i quali devono attraversare i binari, affrontano le difficoltà di viabilità pedonale che il moderno sottopassaggio impone per la sua disagevole conformazione, ma anche negli anni passati l’attesa che le sbarre del passaggio a livello si decidessero lasciare libero il percorso, non erano da meno. Dunque i cittadini di Guinzano e Stazione Certosa, nel bene e nel male, devono fare i conti con i treni, ma sono consapevoli che senza rischierebbero maggiori disagi se la linea ferroviaria passasse da un’altra parte. Altri aneddoti che ci riguardano da vicino arricchiscono il libretto che ci accingiamo a scorrere. Tra le Etichette dei nostri sponsor si possono scoprire alcuni “inediti” della vita passata di questa nostra sempre attiva borgata. Buona lettura!

Giovanni Segagni




Chiesa parrocchiale di Santa Pelagia Penitente in Guinzano



La facciata di notte



Navata centrale della chiesa parrocchiale




Santa Pelagia di Antiochia, patrona di Guinzano