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Una Festa nata dal successo di una manifestazione
precedente
A distanza di anni, benché agli addetti ai
lavori sia possibile ricordare e riconoscere i primi proponitori,
è difficile asserire che qualcuno abbia personalmente "inventato"
la Festa del Grano. Difatti, più che di menzionare alcune
persone, si tratta di attribuire giusto merito a quanti, almeno
quindici e più anni or sono, ebbero la ventura di attivarsi
per organizzare una manifestazione che era come sospesa nell'aria,
come attesa da tempo dalla popolazione del Paese quale divertente
animazione della Sagra di Maggio.
Una Festa che non era più festa
Le feste di quel periodo, tra il 1980 e il 1985
e anche qualche anno prima, prevedevano celebrazioni religiose tenute
solo in Chiesa, senza processioni per le vie del paese, alle quali,
purtroppo, seguiva solo un minimo coinvolgimento popolare. In quel
periodo che comunque dimostrava bisogno di ripresa, voglia di cose
nuove, sembrava di invece di essere tornati a prima della guerra
perché, in quel lontano e doloroso periodo la "Legge
Sinodale", emanata dalla Chiesa nel 1940 durante la seconda
guerra mondiale, forse per motivi d'ordine pubblico, ma più
probabilmente per motivi di tipo morale e che dettava disposizioni
comportamentali come: "Nelle Sagre, quando si balla o il giorno
prima o la festa o il lunedì, siano sospese la Festa e le
solennità", sembrava ancora valida dopo quasi cinquant'anni.
Fatto era però che non c'era proprio nessun tipo di festa!
Si aspettava qualcosa di nuovo
Certamente era per altri motivi che la Sagra aveva
solo carattere religioso ma i promotori delle nuove manifestazioni
sperimentarono per alcuni anni la possibilità di coinvolgere
i Guinzanini con un programma divertente che, almeno nelle intenzioni,
era destinato ad allietare il pomeriggio della domenica commemorativa
e quindi organizzarono giochi e gare alle quali parteciparono i
ragazzi e i giovani del paese.
Fu subito un successo
Inaspettatamente l'entusiasmo colse tutti i partecipanti.
Oltre alla gioventù, uomini e donne si lasciarono coinvolgere
e non disdegnarono di prendere parte ad alcune performances che
si tennero alla Polisportiva, quali il gioco della pentolaccia,
la corsa nei sacchi e il tiro alla fune. Per l'occasione le massaie
prepararono panini e torte che soddisfarono l'appetito e la gola
dei presenti; con semplicità paesana e amicizia si stapparono
bottiglie di vino e tante bibite fresche. Anche il Parroco dell'epoca,
che solitamente si teneva distaccato dal vocio e dalla chiassosità,
in quelle occasioni e forse proprio per sostenere i suoi giovani,
seppe essere presente e spendere, in allegria con i suoi parrocchiani,
il pomeriggio di festa.
Ecco il nuovo programma
Già l'anno successivo, nel 1986, le proposte
furono arricchite e oltre che programmare i giochi del pomeriggio
si organizzò una serata danzante dando così vita ad
un programma che sarebbe durato alcuni anni. Furono appunto quelli
gli anni definibili della "prova". Dal successo ottenuto
e dalla partecipazione di pubblico constatata, nacque in molti il
desiderio di fare di più, il desiderio di ingrandire la Festa,
di renderla paragonabile alle tante altre che si tenevano nei paesi
del circondario, che facevano a gara con proposte di divertimento
sempre più imponenti.
Ed ecco la nuova Festa
Dunque oggi, in un'epoca nuova, nel terzo millennio
ormai avviato, in un mondo nuovo che in quegli anni, pur atteso,
si sarebbe detto ancora lontano da venire, è possibile asserire
che furono proprio i Guinzanini con il loro proverbiale entusiasmo
ad inventarsi, anzi a reinventarsi, una Festa che, grazie a molto
impegno, in breve tempo, sarebbe diventata importante.
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