Per simbolo l'Oro dei Campi

Va detto che a Guinzano, per fortuna, non sono mai mancate le tradizioni, intese come insieme degli usi e dei costumi locali. Siccome i riferimenti ai raccolti della campagna, sia quello del granoturco sia quello del riso ma, più sovente, il raccolto del frumento, ricorrevano troppo spesso nei ricordi dei Guinzanini per non tenerne conto, sembrò opportuno riferirsi proprio a quanto ci avevano tramandato i nostri vecchi contadini e lavoratori dei campi. Proprio mentre finiva un'epoca legata alla terra e ai suoi frutti, al centro delle motivazioni per la nuova Festa fu messo, come simbolo, proprio quell'oro dei campi. Fu messo il grano che per secoli, dopo la mietitura, ha riempito di grandi mucchi di chicchi o di pile di sacchi ricolmi, i granai della grangia del Monastero e poi quelli delle quattro aziende agricole che formavano l'economia e l'impianto geometrico del paese antico. Parlando di grano e di granai pieni, si ebbe sottomano una vasta scelta di argomenti che, ancor più di quelli attinenti le Sagre o le altre feste, potevano fornire motivazioni adatte ad arricchire di significati la neonata "FESTA DEL GRANO".


La riscoperta delle tradizioni

In questo modo, tutto quello che faceva parte delle tradizioni, delle usanze, delle consuetudini che formavano il folclore locale, divenne utile spunto per motivare la manifestazione. Tutto quello che del "passato" era diventato sapere del popolo, quello che la gente ricordava d'aver sentito dire dai nonni, divenne prezioso materiale di ricerca, fonte di notizie da abbinare alla Festa. Per estendere lo spazio di notorietà, per conferirle maggiore pubblicità, si coinvolsero molti artigiani e dettaglianti dei paesi vicini offrendo loro piccoli spazi pubblicitari da inserire tra le pagine della pubblicazione edita annualmente a sostegno della manifestazione e che, almeno nelle intenzioni, avrebbe rappresentato, la parte culturale e informativa della Festa del Grano. Il richiamo al passato agricolo del paese, consentì di esplorare le origini storiche di Guinzano, di scoprirne la provenienza antichissima e tra gli altri qualificanti attributi, i legami fortissimi intrattenuti con il monastero della Certosa.


Il libretto della Festa del Grano

La pubblicazione del libretto divenne, ed è tuttora, un mezzo pubblicitario con cui raggiungere, in anticipo, il pubblico che deciderà di intervenire alla manifestazione. Le origini dell'accampamento romano, la Centuriazione, la strada detta della "Campagna Soprana" che lambiva il Castra ossia l'originario accampamento fortificato, il castello con ricetto, furono tra i primi argomenti ad essere presentati. Successivamente lo sono state le quattro aziende agricole con i loro fabbricati rurali tuttora riconoscibili, la Chiesa con tante testimonianze parrocchiali e la ferrovia con la Stazione creata appositamente ai primi del novecento per i turisti diretti alla visita della Certosa. Vennero poi l'Asilo che fu fondazione benefica dei Signori Negroni, le Scuole Elementari cresciute secondo l'aumento dell'utenza, la Polisportiva con la valente squadra di calcio U.S. Guinzano, la nuova zona abitativa della Frazione Stazione Certosa, le Osterie, le coltivazioni dei campi, l'Oratorio e il Campo Giochi sono stati, a turno, oggetto dei racconti e degli aneddoti riguardanti il Paese. Non sono mancati spezzoni di vita paesana che narrano di funzioni religiose, di allarmi per le bombe della Guerra e dell'ininterrotto lavoro dei campi raccolti nel diario di un "curato di campagna" tra gli anni 1915 e 1918, e nei racconti di vita vissuta durante gli anni che hanno caratterizzato la povertà dei dopoguerra e dell'inizio del secolo scorso, del secolo terminato appena un anno fa.


La verifica delle notizie

Quanto riportato nel susseguirsi delle edizioni, ha avuto, come base, ricerche condotte su testi specializzati e raccolte documentarie, ricognizioni in luogo e osservazioni di verifica affinché le notizie riportate, pur senza la pretesa di fare da "testo scientifico" non risultassero emerite "bufale" di stampa, al punto che, talune notizie, benché suggerite e segnalate, restano inedite non avendo finora trovato soddisfacente conferma.

 
Il simbolo l'oro dei campi
Figure femminili in costume d'epoca
Il libretto: la nostra storia














Veduta della frazione Staz. Certosa